Dopo quasi 2 mesi di assenza ritorno con un post... Negli ultimi mesi in Italia e non solo si sente molto parlare di iPod, iPhone, iPad tutti strumenti innovativi usciti sul mercato che hanno interessato ed attratto milioni di consumatori, creando code ed attese interminabili. A seguito della diffusione dei suoi prodotti Apple ha fatto uscire iAd un nuovo sistema pubblicitario che si propone di utilizzare i device creati dall'azienda come strumento di comunicazione.. Tutto molto bello, tutto molto innovativo. Forse però una piccola nota stonata ci può essere... E' di poco tempo fa la notizia che Android, sistema operativo sviluppato da Google, ha superato il 50% nel mercato del mobile USA battendo i suoi rivali iPhone e WinOs di Microsoft. Perché il successo di Android? Il motivo chiave sta nel sistema senza licenza. Ai produttori di cellulari interessa vendere l'hardware e la possibilità di vendita è correlata con l'innovazione e la portabilità . Vediamo in che senso
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Il mercato della pubblicità online nel 2010 è partito molto lentamente a Gennaio ma in continua crescita fino ad arrivare a Maggio in linea con le proiezioni fatte dai maggiori istituti di ricerca. Spicca in questo quadro la ricerca di Out Sell secondo la quale in media l'investimento previsto in Rete è in aumento del 9,6% per un totale di oltre 90 miliardi di euro, mentre gli investimenti nel settore cartaceo saranno complessivamente inferiori del 3% per un totale di 83 miliardi di euro. L'uscita dalla crisi economica vede gli investitori preferire canali con ritorno misurabile nei quali il costo contatto non è un dato stimato, ma certo. Nel 2010 la spesa complessiva in pubblicità aumenterà del 1,2% fino ad un totale di 270 miliardi di euro e una buona parte di questi soldi arriverà ai media digitali e alla Rete.
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Dopo decine di anni in cui il marketing ha vissuto come sinonimo di pubblicità e promozione, in cui tutti i consulenti ed i direttori di azienda si sono concentrati su come fare per acquistare gli spazi sui mass media al miglior prezzo possibile e poi reclutare il/la testimonial più famoso/a del momento ecco l'impensato. Qualcuno da lontano ha iniziato a gridare che ci sono altri strumenti, che dobbiamo ridurre le distanze dal "consumatore" (che brutta parola...) e per far capire che è diventata una cosa importante ne ha coniato anche un acronimo: WOM!!! Suona bene vero? Cosa è? Il "passaparola". E allora file di esperti del nuovo marketing si gettano a capofitto (ahimè anche chi vi scrive...), la rete diventa il mezzo preferito per creativi, buzzer, blogger (ops, questo è appunto un blog!) e quant'altro che serva per stimolare il "Word of Mouth". Si gareggia a suon di "il mio video su youtube è stato visto 1.342.509 volte" "il mio blog ha 4.300 lettori giornalieri", etc.... Forse tutti dovremmo rileggere "Le vie dei canti" di Bruce Chatwin e scoprire come gli aborigeni australiani da migliaia di anni usano il passaparola per "promuovere" la loro cultura e spiegare i percorsi nel deserto. E lo fanno meglio di noi, soprattutto senza la vanità di sentirsi creativi...
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